Outopsya – Sum

Se seguite questo blog con una certa frequenza, sapete che non sono solito entusiasmarmi per tutti i dischi che recensisco ma in questo caso, lasciatemi esagerare: mi trovo di fronte a uno dei lavori più geniali che abbia avuto modo di ascoltare negli ultimi anni, e non solo nell’ambito delle recensioni per SonicBands. Gli Outopsya, acronimo per Out of psychical activity, non possono essere semplicemente definiti una band, piuttosto un progetto musicale ideato da Luca Vianini, chitarrista e poli strumentista, coadiuvato da Evan Mazzucchi al basso. In Sum, che vede la luce nel 2009 dopo ben 5 demo, il duo roveretano fa confluire una moltitudine di stili musicali diversi tra loro sia dal punto di vista tecnico che antropologico. Trovare un genere nel quale inquadrare questa opera è impossibile, probabilmente quello che si avvicina di più è il progressive metal, con una componente elettronica molto forte, anche se a mio parere non sarebbe sbagliato scomodare la definizione di musica contemporanea. Se da una parte l’influenza Zappiana di album come Jazz from hell è evidente in quasi tutti i brani, in particolare nell’uso di tempi dispari di diverse lunghezze e a velocità elevate (“Terred life” o “Mechanical 7″, tutta giocata sul 7/4), dall’altra è molto forte anche una componente di black metal nordico, penso ad esempio a gruppi come gli Arcturus e alla loro Masquerade Infernale (“SandNess”), per via dell’utilizzo di cori e tastiere che conferiscono ad alcune tracce un sapore quasi da musica sinfonica. A questo aggiungete linee ritmiche tipiche di band come Mr. Bungle (ma anche qui la componente Zappiana è elevata), ma anche strutture e sonorità che hanno reso famosi gruppi come Tool o Primus. Il tutto è assemblato in modo tale da rendere scorrevole l’ascolto, anche se non adatto a tutte le orecchie. Anche i cambi di tempo più audaci risultano naturali, fluidi, mai forzati, il basso martella incessantemente e la chitarra infuria su ogni traccia con riff devastanti, spesso all’unisono con la batteria elettronica, e assoli taglienti come la lama di un rasoio. Come detto, non si tratta sicuramente di un disco alla portata di tutti, ma spero che ciò non preoccupi minimamente gli autori, che con questo lavoro hanno dato prova di coraggio, oltre che di perizia tecnica. E se a questo punto pensate che abbia esagerato, non vi resta che ascoltare la traccia allegata.

(9/10)

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Commenti

One Response to “Outopsya – Sum”
  1. Massimiliano scrive:

    All’inizio ho pensato al primo Flex Able di Steve Vai.. ma piú cazzuto e giá sarebbe tanto, allora ho pensato “questa roba merita cuffie” e ho addirittura fatto 3 metri per prenderle. In cuffia la cosa mi ha addirittura riportato alla mente “I come from nowhere” di Frank Zappa e magari l’avessero copiata, macché.. il recensore ha visto bene e ci sono Primus..metal , progressive etc etc niente da aggiungere a parte un bel “SCESI DALLA LUNA!!!”

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