Le nuove norme per le slot machine da bar

L’Italia è tra gli stati europei con maggior presenza di slot machine, ne deriva un apporto monetario rilevante nel bilancio di esercizio dello Stato. Le finanze pubbliche risultano essere ben foraggiate da chi ha la passione per il gioco d’azzardo ma, da un altro punto di vista, la dipendenza dal “rischio” è talmente diffusa da essere stata riconosciuta dal sistema sanitario come una vera e propria patologia.

La situazione ha richiesto l’intervento del legislatore che con la Legge di Stabilità del 2016 ha regolamentato la diffusione delle macchine mangiasoldi sul territorio italiano. Nella Legge si riduce di almeno il 30% il numero dei dispositivi presenti in Italia, infatti si fissa a 4 unità il numero di macchine per esercizio commerciale. Le attività devono essere concessionarie e avere una superficie operativa di almeno 20 mq. Le slot non devono essere esposte al pubblico, ma disposte in un luogo riservato, accessibile solo mediante autorizzazione dell’esercente e dietro verifica, con documento, della maggiore età dell’usufruente.

L’obiettivo è debellare il gioco d’azzardo minorile, è per questo che nei luoghi con maggiore affluenza di minori – come edicole, stabilimenti balneari, ristoranti, circoli privati e alberghi – è vietata in maniera assoluta la detenzione di dispositivi da gioco. Una soluzione proposta è quella di realizzare case da gioco con orari di apertura scrupolosi e sempre distanti da scuole, parchi e luoghi di culto.

Questo serve a salvaguardare le fasce “deboli” dei cittadini italiani, ma penalizza molto gli imprenditori di questo settore, che si vedono limitati, a livello operativo e commerciale, sia dai regolamenti regionali e comunali sia dalle disposizioni della Legge di Stabilità. Il business del gioco deve anche fare i conti con la pubblicità, che è vietata per i non concessionari di slot macchine e concessa agli autorizzati ma a determinate condizioni. La pubblicità non deve essere ingannevole o invogliare al gioco estremo per migliorarsi socialmente e finanziariamente, inoltre non può sorvolare sui rischi di perdite né tanto meno può promettere guadagni facili.

Il divieto ai minori è l’obiettivo principale di questo decreto, i vari programmi televisivi, li rende soggetti ad essere succubi di ogni tipo di pubblicità, anche quelle sul gioco non sicuro. Ragione per cui non può essere mai mandata in onda su canali televisivi destinati ai minori ed è vietata sugli altri canali durante la fascia pomeridiana, dalle 16 alle 19, e la sera, nel caso in cui le trasmissioni siano predestinate ad un pubblico giovanile.
Per quando riguarda la pubblicità cartacea, non deve essere presente in riviste per un pubblico composto, anche in minima parte, da minorenni.

Nella nuova bozza, che avrà attuazione quasi sicuramente per la fine dell’anno, si prevede la costituzione di una consulta permanente con il principale scopo di ricercare soluzioni per contrastare il gioco d’azzardo anche online, offerto e pubblicizzato da siti esteri.
Si prevede di maggiorare la percentuale di un unico prelievo erariale, i fini sono, invogliare gli impresari ad investire in altri settori e creare fondi destinati a sostenere e aiutare chi è afflitto dal gioco in modo patologico.

A queste condizioni è probabile e comprensibile che alcuni concessionari decidano di interrompere l’attività infatti, tra le nuove norme, si prende in considerazione anche questa eventualità. La legge prevede che l’attività operi per altri 90 giorni, periodo entro il quale altri concessionari possano fare richiesta di subentro, nel rispetto delle regole costitutive di una attività di gioco, cioè non superare la quota di 4 macchine per concessione.

Questo decreto vuole sferzare un colpo deciso al gioco d’azzardo. Anche se queste regole causeranno una drastica riduzione delle entrate erariali, parte importante nel bilancio dello stato italiano, sono un’ottima soluzione al problema patologico del gioco irresponsabile.