Aeguana way – Cambio pelle
Presentato da Alkemist fanatix, il disco d’esordio degli Aeguana way è un album che non brilla per originalità. La band infatti propone un rock italiano che copia un po’ da tutte le più importanti produzioni degli ultimi 20 anni, a partire dai Litfiba per arrivare agli Afterhours, e con un occhio all’aspetto commerciale stile Ligabue. Anche se discretamente eseguite, le canzoni di Cambio pelle proprio non riescono ad entusiasmarmi, e il motivo è presto detto: tutto il disco suona soporifero, blando, come se i quattro esecutori (in particolare il vocalist) durante la performance stessero pensando a tutt’altro. A parte qualche rara impennata dal sapore grunge (“Plastica ferita”, “Il male che vorrei”), trenta minuti circa di musica volano via così, senza minimamente lasciare il segno, e questo vale un po’ per tutti gli aspetti del lavoro, dagli arrangiamenti ai testi. Decisamente un disco poco ispirato.









(5/10)
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