Dirtyfake – Dreams
Cinque canzoni compongono questo promo dei Dirtyfake intitolato Dreams, una anticipazione del prossimo album in uscita nel 2010.
Formatisi nel 1998, con alle spalle una lunga serie di concerti, collaborazioni, un EP ed un full length, i Dirtyfake nel
2008 attraversano un cambio di formazione che li porta all’attuale line-up, e alla registrazione di questo EP composto da cinque tracce, nel quale tutta l’esperienza della formazione romana è ben evidente. Il genere proposto è ancora una volta rock, attraversato da influenze post-punk e new wave, quello che pare essere il filone “di tendenza”, nel quale molte band emergenti italiane si riconoscono da qualche anno a questa parte, ma in questo caso la particolare cura riposta negli arrangiamenti rende tutto il lavoro interessante, maturo, e contribuisce a consolidare l’atmosfera onirica nella quale ci trasportano i testi di Dreams, in particolare “Hollywould” e “See my dreams”. “My Indiecation” e “Esc(ape)” invece sono brani dove sono più evidenti le influenze post-punk, con la solita ricetta che ha reso famosi gruppi come Placebo, formazione alla quale soprattutto il cantante fa spesso riferimento. Come detto, questo è solo un anticipo dell’album in uscita nei prossimi mesi, che attendiamo con curiosità nella speranza che le promesse non saranno disattese.









(6.5/10)
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Grandi Dirtyfake, anche se io più che la wave ci sento l’alternative dei novanta e ai Placebo degli anni duemila anteporrei le band minori di quegli anni, le garage band di stampo americano! Ad ogni modo attendo l’album…
Direi che l’EP(e quindi il conseguente LP..)è prima di tutto ottimamente prodotto.Suoni potenti ed arrangiamento curato nei particolari,di notevole impatto.Naturalmente per arrivare ad un prodotto così maturo gli anni di militanza(underground) contano eccome.Detto questo veniamo alle “influenze” ed ai “rimandi”.Personalmente non ci sento molto post punk(nessuna ritmica ipnotica,tanto per dire..) inglese ed anche la new wave(per come si intende solitamente,ritmo 4/4 cupo/ballabile,cantato Byrne/Lydon e compagnia..)mi sembra lontana rispetto ad altre sonorità più “anni novanta”,post rock ed “emo fugaziane”..melodia/rumore,tensione/rilascio,passaggi morbidi/pesanti.Io ci sento i Jawbox ed i Seam ad esempio,ed anche qualcosa dei Sunny Day Real Estate..in definitiva power-pop di quello buono.
Non resta che metterli alla prova live..
Chi segue la band da un pò sa che i primi lavori erano più dark, magari una certa attitudine si sente proprio in “See my dreams” (The Cure e Cranberries) ed in “Hollywould” (Placebo). Poi c’è la videoclippata “On the local newspaper” che innegabilmente ricorda gli Smiths! Credo che Dreams contenga entrambe le anime. La wave britannica ma anche l’indie americano. In fondo è ciò che il gruppo ha sempre detto di amare…