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la piramide

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Vecchio 04-02-2010, 10: 24   #1 (permalink)
Massimo Galli
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predefinito la piramide

ora che lei non c’è, il fiato non soddisfa i polmoni
e i polmoni non soddisfano le esigenze di un vecchio
fumatore incallito che sempre più si nasconde dietro
nuvole di veleno.
si dice che le promesse fatte a chi sta morendo siano
vincolanti, non per me e non in questa circostanza
che ho giusto aspettato lo stretto necessario a ricoprire
una fossa per correre dal tabaccaio.
ho sempre preferito mantenere quelle fatte ai vivi,
mai quelle fatte a me stesso.
sarà che nella mia mente c’è grande confusione,
ma specie di piramide di mondi a sé stanti,
un ordinato disordine di concetti confezionato a misura,
un abito rappezzato ma confortevole nel quale potermi
sempre riconoscere.
ho, ad esempio, un concetto di fedeltà molto strano,
comodo se si vuole, ma ho sempre pensato che la
fedeltà dovesse essere scissa dall’esteriorità, che la
fedeltà dovesse essere, e quindi restare, una cosa intima,
inattaccabile dall’esterno, dagli acidi dell’esistenza,
come l’amore – quello vero, intendo - che ad esempio,
si può avere per una puttana o per due donne contemporaneamente.
vi assicuro che quella che potrebbe sembrare
una funzionale filosofia di vita, così non è affatto,
ci vuole, per affrontarla, una buona capacità di resistenza
al dolore e una spiccata predisposizione al sadomasochismo,
e poi, anche questa ha il suo punto di rottura,
funziona finché la morte non ci mette lo zampino
fino a quando, cioè, nell’intimo non si crea un vuoto
che in conseguenza dei concetti predisposti
non è più colmabile, un vuoto che si espande
e mina alle fondamenta la tua stessa ragione di vita,
eh, sì, perché viene meno quella stabilità che poggia
le sue certezze su una base in perenne bilico,
viene a spezzarsi, cioè, quella giuntura che bilancia
i sentimenti in contrasto tra di loro, viene a mancare
quell’ultima sfera alla radice che manteneva in piedi
la tua fumosa piramide di mondi.

m

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Vecchio 07-02-2010, 09: 14   #2 (permalink)
Gordon Comstock
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predefinito Re: la piramide

massimo galli wrote:
> ora che lei non c’è, il fiato non soddisfa i polmoni
> e i polmoni non soddisfano le esigenze di un vecchio
> fumatore incallito che sempre più si nasconde dietro
> nuvole di veleno.


non e' un cid, l'ho giÃ* letto diverse volte ma non mi decidevo a
commentarlo. poi mi sono detto: vabbe', questo e' un ng, non un blog
dove sarebbe indelicato recarsi per criticare il padrone di casa. ed
ecco qui...
giÃ* dalla prima frase si intravede quello che -imo- e' il limite di
questo pezzo: un certo qual compiacimento dell'autore per le frasi
"costruite". cercherò di spiegarmi meglio più avanti.

> si dice che le promesse fatte a chi sta morendo siano
> vincolanti, non per me e non in questa circostanza
> che ho giusto aspettato lo stretto necessario a ricoprire
> una fossa per correre dal tabaccaio.


ecco, questo (sempre imo) sarebbe dovuto essere l'incipit. chi e' morto
e chi no, come dove quando e perché, per quale ragione la promessa e che
rapporto vi era tra i due...

> ho sempre preferito mantenere quelle fatte ai vivi,
> mai quelle fatte a me stesso.
> sarÃ* che nella mia mente c’è grande confusione,
> ma specie di piramide di mondi a sé stanti,
> un ordinato disordine di concetti confezionato a misura,
> un abito rappezzato ma confortevole nel quale potermi
> sempre riconoscere.
> ho, ad esempio, un concetto di fedeltÃ* molto strano,
> comodo se si vuole, ma ho sempre pensato che la
> fedeltÃ* dovesse essere scissa dall’esterioritÃ*, che la
> fedeltÃ* dovesse essere, e quindi restare, una cosa intima,
> inattaccabile dall’esterno, dagli acidi dell’esistenza,
> come l’amore – quello vero, intendo - che ad esempio,
> si può avere per una puttana o per due donne contemporaneamente.
> vi assicuro che quella che potrebbe sembrare
> una funzionale filosofia di vita, così non è affatto,
> ci vuole, per affrontarla, una buona capacitÃ* di resistenza
> al dolore e una spiccata predisposizione al sadomasochismo,
> e poi, anche questa ha il suo punto di rottura,
> funziona finché la morte non ci mette lo zampino
> fino a quando, cioè, nell’intimo non si crea un vuoto
> che in conseguenza dei concetti predisposti
> non è più colmabile, un vuoto che si espande
> e mina alle fondamenta la tua stessa ragione di vita,
> eh, sì, perché viene meno quella stabilitÃ* che poggia
> le sue certezze su una base in perenne bilico,
> viene a spezzarsi, cioè, quella giuntura che bilancia
> i sentimenti in contrasto tra di loro, viene a mancare
> quell’ultima sfera alla radice che manteneva in piedi
> la tua fumosa piramide di mondi.


tutto il resto, che non a caso ho quotato per intero, mi suona come se
l'autore si guardasse allo specchio per ammirare quello che vi vede: una
scrittura volutamente colta, immagini che vengono proposte al lettore
nella malcelata convinzione che egli non potra' che ammirarne l'ardita
costruzione... la storia possibile, il morto e la promessa vengono
subito dimenticate, e scadono al ruolo di mera occasione che lo
scrivente coglie per poter parlare; ma non un parlare di se' per farsi
conoscere, per scoprirsi (e, infine, per farsi amare), ma per farsi
ammirare.
oh, intendiamoci: non sono un critico e non mi voglio atteggiare a tale.
questa e' solo la mia impressione. ciao.

gordon
--
i-gordon

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Vecchio 07-02-2010, 10: 45   #3 (permalink)
Massimo Galli
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predefinito Re: la piramide

on 7 feb, 09:14, gordon comstock wrote:
> massimo galli wrote:
> > ora che lei non c’è, il fiato non soddisfa i polmoni
> > e i polmoni non soddisfano le esigenze di un vecchio
> > fumatore incallito che sempre più si nasconde dietro
> > nuvole di veleno.

>
> non e' un cid, l'ho già letto diverse volte ma non mi decidevo a
> commentarlo. poi mi sono detto: vabbe', questo e' un ng, non un blog
> dove sarebbe indelicato recarsi per criticare il padrone di casa. ed
> ecco qui...
> già dalla prima frase si intravede quello che -imo- e' il limite di
> questo pezzo: un certo qual compiacimento dell'autore per le frasi
> "costruite". cercherò di spiegarmi meglio più avanti.
>
> > si dice che le promesse fatte a chi sta morendo siano
> > vincolanti, non per me e non in questa circostanza
> > che ho giusto aspettato lo stretto necessario a ricoprire
> > una fossa per correre dal tabaccaio.

>
> ecco, questo (sempre imo) sarebbe dovuto essere l'incipit. chi e' morto
> e chi no, come dove quando e perché, per quale ragione la promessa e che
> rapporto *vi era tra i due...
>
>
>
>
>
> > ho sempre preferito mantenere quelle fatte ai vivi,
> > mai quelle fatte a me stesso.
> > sarà che nella mia mente c’è grande confusione,
> > ma specie di piramide di mondi a sé stanti,
> > un ordinato disordine di concetti confezionato a misura,
> > un abito rappezzato ma confortevole nel quale potermi
> > sempre riconoscere.
> > ho, ad esempio, un concetto di fedeltà molto strano,
> > comodo se si vuole, ma ho sempre pensato che la
> > fedeltà dovesse essere scissa dall’esteriorità, che la
> > fedeltà dovesse essere, e quindi restare, una cosa intima,
> > inattaccabile dall’esterno, dagli acidi dell’esistenza,
> > come l’amore – quello vero, intendo - che ad esempio,
> > si può avere per una puttana o per due donne contemporaneamente.
> > vi assicuro che quella che potrebbe sembrare
> > una funzionale filosofia di vita, così non è affatto,
> > ci vuole, per affrontarla, una buona capacità di resistenza
> > al dolore e una spiccata predisposizione al sadomasochismo,
> > e poi, anche questa ha il suo punto di rottura,
> > funziona finché la morte non ci mette lo zampino
> > fino a quando, cioè, nell’intimo non si crea un vuoto
> > che in conseguenza dei concetti predisposti
> > non è più colmabile, un vuoto che si espande
> > e mina alle fondamenta la tua stessa ragione di vita,
> > eh, sì, perché viene meno quella stabilità che poggia
> > le sue certezze su una base in perenne bilico,
> > viene a spezzarsi, cioè, quella giuntura che bilancia
> > i sentimenti in contrasto tra di loro, viene a mancare
> > quell’ultima sfera alla radice che manteneva in piedi
> > la tua fumosa piramide di mondi.

>
> tutto il resto, che non a caso ho quotato per intero, mi suona come se
> l'autore si guardasse allo specchio per ammirare quello che vi vede: una
> scrittura volutamente colta, immagini che vengono proposte al lettore
> nella malcelata convinzione che egli non potra' che ammirarne l'ardita
> costruzione... la storia possibile, il morto e la promessa vengono
> subito dimenticate, e scadono al ruolo di mera occasione che lo
> scrivente coglie per poter parlare; ma non un parlare di se' per farsi
> conoscere, per scoprirsi (e, infine, per farsi amare), ma per farsi
> ammirare.
> oh, intendiamoci: non sono un critico e non mi voglio atteggiare a tale.
> questa e' solo la mia impressione. ciao.
>
> gordon
> --
> i-gordon- nascondi testo citato
>
> - mostra testo citato -


credo che per quanto riguarda l'incipit, tu abbia ragione; per quanto
riguarda il resto è pur vero che è un guardarsi allo specchio, ma
l'intento (forse non riuscito) era quello di un guardarsi "critico" e
non compiaciuto, è tra l'altro una cosa scritta in 15 minuti, quindi
tutt'altro che costruita. un parlare di me per farmi conoscere, credo
di sì, ma anche in un certo modo, per punirmi di un modo d'essere che
non approvo. per quanto riguarda infine la promessa subito
dimenticata, è vero, ma era messa lì solo per meglio evidenziare un
carattere, un modo di pensare che ritengo non del tutto "normale", il
morto invece non è affatto dimenticato, anzi, è parte fondamentale
dell'intera espoisizione che si avvia e si chiude su questa morte che
diventa la causa di uno sfacelo interiore che fa franare tutta una
filosofia di vita:
" funziona finché la morte non ci mette lo zampino
fino a quando, cioè, nell’intimo non si crea un vuoto
che in conseguenza dei concetti predisposti
non è più colmabile"...

ti ringrazio, gordon, per la pazieza e per la cortesia, sono stato
sempre fermamente convinto che l'aiuto più valido per chi ama
scrivere, stia nella critica sincera e motivata.

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Vecchio 08-02-2010, 00: 08   #4 (permalink)
Alix
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predefinito Re: la piramide

massimo galli ha scritto:
> ora che lei non c’è, il fiato non soddisfa i polmoni


quello che scrivi lo devo sempre leggere due volte, faccio fatica perchè
qualche frase non mi torna subito e le parole che usi sono troppo piene
messe così tutte insieme... a una prima lettura ho pensato un pò quello
che ha pensato gordon. ma l'ho pensato perchè mi ricorda lo stile di
vita di alcuni uomini che ho conosciuto, di cui ero amica e confidente,
mio malgrado (non avrei voluto). a una seconda lettura invece ho
percepito il senso di vuoto di cui scrivi, l'amarezza. uno stile di vita
forse difficile da condividere, ma dichiarato con il cuore in mano.

x

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Vecchio 08-02-2010, 01: 20   #5 (permalink)
Massimo Galli
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predefinito Re: la piramide

on 8 feb, 00:08, alix wrote:
> massimo galli ha scritto:
>
> > ora che lei non c’è, il fiato non soddisfa i polmoni

>
> quello che scrivi lo devo sempre leggere due volte, faccio fatica perchè
> qualche frase non mi torna subito e le parole che usi sono troppo piene
> messe così tutte insieme... a una prima lettura ho pensato un pò quello
> che ha pensato gordon. ma l'ho pensato perchè mi ricorda lo stile di
> vita di alcuni uomini che ho conosciuto, di cui ero amica e confidente,
> mio malgrado (non avrei voluto). a una seconda lettura invece ho
> percepito il senso di vuoto di cui scrivi, l'amarezza. uno stile di vita
> forse difficile da condividere, ma dichiarato con il cuore in mano.
>
> x


sono più abituato a scrivere poesie, che rispetto alla narrazione
eludono il "troppo dire" e usano modelli diversi di approccio al
"sostanziale", questa purtroppo è una deformazione che pesa non poco
rispetto alla linearità del raccontare, e me ne rendo perfettamente
conto.
grazie per l'attenzione e la caparbietà che ti ha portato, con mia
somma gioia a coglierne il senso compiuto.

m

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